Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: l’Ortografia

Tra gli strumenti volti a potenziare le abilità e le conoscenze ortografiche vi è il programma:

RECUPERO IN ORTOGRAFIA. Percorso per il controllo consapevole dell’errore. (Luciana Ferraboschi e Nadia Meini, 2014, Erickson).

 

PRINCIPI TEORICI

IL MODELLO DI APPRENDIMENTO DELLA SCRITTURA

E’ possibile ipotizzare l’esistenza di due principali meccanismi di elaborazione dello stimolo uditivo, quando scriviamo parole sotto dettatura:

1) il sistema visivo-lessicale: quando scriviamo parole familiari

2) il sistema fonologico: quando scriviamo parole che incontriamo per la prima volta o non-parole

 

IL MODELLO DI APPRENDIMENTO DELL’ORTOGRAFIA

Il modello prevede una sequenza di stadi tra loro dipendenti, caratterizzati dalla messa in atto di strategie e competenze diverse.

1) lo Stadio logografico o ideografico: il bambino può riconoscere parole familiari, l’ordine delle lettere è ignorato, il bambino non è in grado di rispondere a parole non familiari.
2) lo Stadio alfabetico: il bambino impara e applica le regole di conversione fonema-grafema.
3) lo Stadio ortografico: il bambino analizza le parole come unità ortografiche.
4) lo Stadio lessicale: il bambino  scrive le parole in maniera globale, vi è una scrittura diretta della parola.

 

ANALISI DEGLI ERRORI

Dal modello deriva una classificazione tipologica degli errori:
1) Errori Fonologici
  -scambio di grafemi
-omissione/aggiunta di lettere o sillabe
-inversioni
-grafema inesatto
2) Errori non Fonologici
  -separazioni illegali
-fusioni illegali
-scambio di grafema omofono
-omissione o aggiunta di h
3) Altri errori
-omissione e aggiunta di doppia
-omissione e aggiunta di accenti

 

INDICAZIONI METODOLOGICHE

Il volume presenta un programma di recupero delle abilità ortografiche suddiviso in sezioni.
Tale strumento permette di:

  • predisporre e strutturare le attività di recupero delle difficoltà presentate
  • seguire percorsi organizzati  e mirati all’acquisizione di strategie operative per il controllo consapevole dell’errore

 

STURTTURA DEL LIBRO

Il percorso è strutturato in tre grandi gruppi, e segue le tre tipologie di errori.

  • Una prima parte con esercizi rivolti al lavoro sugli errori fonologici
  • Una seconda parte con esercizi rivolti al lavoro sugli errori non fonologici
  • Una terza parte con esercizi rivolti  al lavoro sugli altri errori

Ogni percorso segue un ordine che prevede:

  • i suggerimenti metodologici per l’operatore
  • i momenti di riflessione per l’alunno
  • gli esercizi guidati di consolidamento dell’abilità
  • le schede di riflessione sulle abilità consolidate
  • le verifiche
  • la scheda di riflessione metacognitiva

 

A CHI E’ RIVOLTO

Il programma è rivolto agli alunni del secondo ciclo della scuola primaria o secondaria di primo grado che non abbiano ancora acquisito le regole di trascrizione della lingua scritta.

Utile nei programmi di potenziamento dell’ortografia con bambini e ragazzi con Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

 

 

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: Potenziamento fonologico

Tra gli strumenti volti a potenziare le competenze fonologiche vi è:

GIOCARE CON LE PAROLE: Training fonologico per parlare meglio e prepararsi a scrivere. E.Perrotta, M. Brignola, Erickson, 2016.

MODELLO TEORICO

Molte delle attività svolte nella scuola materna o dell’infanzia hanno come finalità l’acquisizione dei prerequisiti necessari al bambino per poter affrontare, in seguito, l’apprendimento della letto-scrittura. Tale apprendimento inizia e procede percorrendo due strade parallele tra loro e di uguale importanza:

  • il primo percorso sviluppa le capacità visuo-percettive e grafo-motorie;
  • il secondo stimola le competenze linguistiche in generale: fluidità e precisione articolatoria, consapevolezza fonologia, comprensione e produzione di messaggi sempre più complessi, arricchimento del lessico e della sintassi.

Le attività proposte al bambino in età prescolare sono centrate prevalentemente sul primo aspetto mentre minore attenzione viene dedicata alla seconda strada; in particolare in ambito scolastico il lavoro sulla consapevolezza fonologica viene tuttora sottovalutato nonostante il cambiamento di rotta avvenuto negli ultimi dieci anni.

CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA

La consapevolezza fonologica può essere stimolata attraverso un training che guidi il bambino a:

  • Riflettere e conoscere suoni posti all’inizio e alla fine delle parole;
  • Riconoscere la forma delle parole, differenziandole tra lunghe e corte;
  • Riconoscere la somiglianza fonetica tra due parole in rima;
  • Differenziare tutti i suoni che compongono le parole della nostra lingua;
  • Incrementare la fluidità articolatoria attraverso canti, filastrocche, scioglilingua ecc.

STRUTTURA DEL LIBRO

Il libro è organizzato in schede a difficoltà crescente che aiutano il bambino a lavorare su:

  • Parte iniziale di parola;
  • Il fonema;
  • Parte finale di parola;
  • Lunghezza delle parole;
  • Giochi e Appendice (in questa sezione viene utilizzato il ricco patrimonio dei giochi tradizionali che contribuisce a potenziare le abilità linguistiche e metafonologiche con filastrocche e canti e tanto altro)

A CHI è RIVOLTO

Il libro è una proposta operativa di training fonologico che vuole essere d’aiuto agli insegnanti, ai terapisti e ai genitori in diversi contesti:

  • Nella scuola materna e in prima elementare, nelle prime fasi del normale percorso di alfabetizzazione;
  • Nel lavoro con i DSA;
  • In ambito ambulatoriale come integrazione al trattamento logopedico dei disturbi fonologici;
  • Nell’ambito del sostegno a bambini più grandi con deficit cognitivo per affiancare la presentazione della lingua scritta e per diversificare gli intervento.

 

BUON DIVERTIMENTO E BUON LAVORO!

 

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: Impulsività e Autocontrollo

Tra gli strumenti volti a potenziare e migliorare l’impulsività, l’autocontrollo e le abilità di autoregolazione vi è:

IMPULSIVITA’ E AUTOCONTROLLO. Interventi e tecniche metacognitive. (Cornoldi, Gardinale, Masi e Pettenò, 2015 Erickson)

 

PROGRAMMA DI LAVORO

Tale programma è stato creato con lo scopo di ridurre le difficoltà di attenzione e autoregolazione e gli aspetti impulsivi e poco riflessivi di bambini e ragazzi che generalmente presentano una sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

L’obiettivo è quello di:
-promuovere un atteggiamento di autocontrollo rispetto ai propri comportamenti
– creare una procedura da attuare sistematicamente in fase di apprendimento e per affrontare le varie situazioni quotidiane.

In particolare i bambini con difficoltà di attenzione e autoregolazione:
– presentano difficoltà nell’attenzione sostenuta
– possono presentare iperattività  caratterizzata da continua agitazione, difficoltà a rimanere fermo e seduto al proprio posto ed eccessiva attività verbale e motoria
– possono manifestare una caratteristica di impulsività e ad avere la tendenza ad agire prima di aver riflettuto adeguatamente, rispondere prima della fine di una domanda, non riuscire a rispettare il proprio turno nel gioco o in altre attività di gruppo.

 

A CHI E’ RIVOLTO

Tale programma di lavoro è stato messo appunto per poter essere applicato con bambini e ragazzi con disturbo dell’attenzione e dell’autoregolazione a partire dalla terza elementare fino alla terza media.

Il programma può essere applicato sia individualmente che in piccoli gruppi nella seconda parte del programma per lavorare sul modulo delle difficoltà interpersonali.

 

PROBLEMI DI APPRENDIMENTO

Bambini e ragazzi con disturbo dell’attenzione e dell’autoregolazione possono facilmente mostrare difficoltà nel versante degli apprendimenti scolastici.

Basti pensare alle difficoltà di attenzione che presentano e alla fatica nel seguire le richieste di un compito senza distrarsi per il periodo di tempo necessario all’esecuzione di questo.

Tali difficoltà attentive possono contribuire al manifestarsi di problemi nell’apprendimento e ostacolare sia l’implementarsi di strategie cognitive utili che una regolazione efficacie dei processi cognitivi.

In particolare si evidenziano difficoltà nella comprensione del testo, nella soluzione dei problemi matematici e nello studio orale.

STRUTTURA DEL PROGRAMMA

Il programma è strutturato in 16 incontri, uno ogni settimana, della durata di un’ora.
Nel primo incontro viene definito il problema e somministrate tre scale di valutazione più una batteria di prove fornite dal libro, da effettuare ad inizio e a fine trattamento.
Nel secondo incontro  si spiegano le regole che andranno rispettate ad ogni incontro.
Dal terzo al sesto incontro si apprendono le fasi per affrontare una situazione scolastica problematica.

Tra questi incontri si procede ad incontrare la scuola per spiegare alle insegnanti le difficoltà del ragazzo, il lavoro che si sta svolgendo e richiedergli di applicare le stesse regole al lavoro scolastico.

E si incontrano anche i genitori per spiegare le difficoltà e i comportamenti problematici in modo da modificare le loro attribuzioni e aiutare il ragazzo a diventare meno impulsivo adottando la tecnica delle autoistruzioni.

Dal settimo al nono incontro si applicano le cinque fasi per risolvere un problema  ad altri contesti come lo studio in generale o a materie specifiche come la matematica.
Dal decimo al tredicesimo incontro si affrontano i problemi relazionali con le cinque fasi.
Dal quattordicesimo al sedicesimo incontro ci si focalizza sulla gestione della rabbia, della frustrazione e dello scarso impegno con le cinque fasi.

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: Intelligenza Numerica

Tra gli strumenti volti a potenziare l’intelligenza numerica vi è:

L’INTELLIGENZA NUMERICA. Abilità cognitive e metacognitive nella costruzione della conoscenza numerica dai 3 ai 6 anni. (Lucangeli, Poli e Molin, 2003, Erickson)

 

PRINCIPI TEORICI

Tale programma si basa su studi e indagini psicologiche che hanno fatto luce su quali siano le  modalità mentali che sviluppano le intuizioni numeriche presenti fin dalla nascita in ciascuno di noi.

Tale programma intende guidare operatori e insegnanti nell’utilizzare strategie didattiche utili a potenziare i processi cognitivi specifici alla base della costruzione della conoscenza del numero e del calcolo.

Oggi la ricerca psicologica dimostra infatti che nasciamo predisposti sia dell’intelligenza numerica che dell’intelligenza verbale.

Per intelligenza numerica facciamo riferimento alla capacità di intelligere, capire, interpretare, ragionare attraverso il complesso sistema cognitivo dei numeri e delle quantità.

Tale capacità è innata e molti studi dimostrano la presenza della capacità di discriminare due diverse numerosità anche in bambini di pochi mesi.

Grazie a ciò sembrerebbe possibile quindi orientare il bambino fin dalla scuola dell’infanzia all’acquisizione del concetto del numero e al suo uso.

 

PRINICIPALI TEORIE DI RIFERIMENTO

TEORIA DEI PRINCIPI DI CONTEGGIO (Gelman e Gallistel, 1978):
I bambini detengono un concetto  innato di numero che evolve nell’acquisizione delle procedure di calcolo.

TEORIA DEI CONTESTI DIVERSI (Fuson, 1991):
I principi di conteggio e di calcolo sono innati ma per essere utilizzati in modo corretto e competente l’autrice sottolinea l’importanza di ripetuti momenti di apprendimento basati su esercizi e imitazione.

 

STRUTTURA DEL LIBRO

l programma è articolato in 4 aree principali per la costruzione della conoscenza numerica:
1) I processi Lessicali: capacità di attribuire il nome ai numeri
2) I processi Semantici: capacità di comprendere il significato dei numeri attraverso una rappresentazione mentale di tipo quantitativo
3) I processi Sintattici: la relazione spaziale tra le cifre, la posizione delle cifre nel corretto ordine, il valore posizionale della cifra
4) Il Counting: capacità di conteggio.

Prima di iniziare il programma è possibile effettuare un questionario di 10 domande al bambino con lo scopo di avere un quadro sulle conoscenze che il bambino ha circa il numero e il suo uso e che servirà come punto di partenza per l’attività sui numeri.

La struttura del lavoro permetterà di:
– stimolare la partecipazione attiva del bambino e dell’operatore
– vedere il bambino come costruttore di consapevolezza
– consentire all’operatore di essere una guida negli apprendimenti
– dare importanza alle strategie più appropriate
– stimolare nel bambino l’autoregolazione del processo di apprendimento
– stimolare la riflessione metacognitiva del bambino

 

A CHI E’ RIVOLTO

Tale volume è rivolto a bambini dai tre ai sei anni.

Risulta molto utile per programmi di potenziamento dell’area numerica e del calcolo in bambini della prima classe della scuola primaria.

Tale volume inoltre è seguito da altri tre volumi adatti a lavorare con bambini dai 6 anni ai 14 anni.

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: Comprensione del Testo

Tra i vari strumenti per lavorare sulla Comprensione del Testo vi è:

“Nuova guida alla Comprensione del testo” (R. De Beni, Cornoldi, B. Carretti, C. Meneghetti, gruppo MT, Erickson).

MODELLO TEORICO:

I quattro volumi “agiscono selettivamente su dieci componenti fondamentali, favorendo nello studente la fissazione di ciascuna di esse e creando le premesse per una loro ottimale integrazione nel normale processo di comprensione e di elaborazione del testo”.

La prima distinzione che troviamo nella guida è quella tra decodifica e comprensione. Per decodifica si intende la capacità di riconoscere e pronunciare correttamente le parole di un testo, per comprensione intendiamo invece la capacità di coglierne il significato. La decodifica è ovviamente strumentale alla comprensione, ma da sola non è sufficiente; le due abilità si fondano su processi cognitivi diversi, sono perciò indipendenti e richiedono un insegnamento diverso.

Il programma di questa guida si basa su di un modello multicomponenziale di lettura che ritiene la comprensione un insieme di abilità mentali riferibili a fattori diversi, indipendenti gli uni dagli altri e che identifica 10 aree fondamentali implicate nella comprensione del testo, che possono essere singolarmente valutate, e su cui singolarmente si può intervenire.

Le 10 aree sono raggruppate in 3 nuclei: Contenuto (Aree 1 e 2), Elaborazione (aree 3, 4, 5, 7, 8), Metacognizione (aree 6, 9, 10).

LE AREE IMPLICATE NELLA COMPRENSIONE DEL TESTO:

Area 1: Personaggi, Luoghi, Tempi e Fatti, (abilità di comprendere lo scenario su cui si sviluppa la vicenda);

Area 2: Fatti e Sequenze (abilità di comprendere approfonditamente gli elementi del testo);

Area 3: Struttura Sintattica (abilità di le funzioni della scrittura);

Area 4: Collegamenti

Area 5: Inferenze lessicali e semantiche (abilità di integrare ciò che si sa e ciò che si legge),

Area 6: Sensibilità al testo (aspetto della metacognizione)

Area 7: Gerarchia del testo (abilità di rilevare il livello gerarchico delle informazioni contenute nel testo);

Area 8: Modelli mentali (abilità di costituire un modello mentale del testo);

Area 9: Flessibilità (abilità di cambiare strategia durante la lettura in base agli scopi prefissati);

Area 10: Errori e incongruenze (abilità di rilevare lavoro l’errore e sull’autocorrezione).

I 4 VOLUMI:

La guida si compone di 4 volumi:

  1. il primo volume presenta una parte introduttiva, con i fondamenti teorici sui quali l’opera si fonda, la seconda parte contiene, per ogni sottoabilità considerata, due prove oggettive standardizzate per la valutazione (una di livello A dagli 8 agli 11anni e una di livello B dai 12 ai 14 anni).
  2. Il secondo volume contiene 20 schede di valutazione per le 10 sottoabilità considerate e 20 schede operative per intervenire nelle aree compromesse (5/8 anni).
  3. Il terzo volume presenta tutte le diverse e numerose schede di intervento per bambini dagli 8 agli 11 anni.
  4. Il quarto volume presenta tutto il materiale di intervento per ragazzi dai 12 ai 15 anni.

A CHI è RIVOLTA?

Questa guida è rivolta a soggetti dai 5 ai 15 anni ed il suo scopo è quello di promuovere le abilità di comprensione del testo.

 

BUON LAVORO E BUON DIVERTIMENTO!!

 

 

 

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: la Velocità di lettura!

Tra gli strumenti volti a potenziare la Velocità di lettura vi è:

“Occhio alle parole. Strategie di lettura visiva e la comprensione lessicale” (M. Brignola, E. Perrotta, M.C. Tigoli, Erickson)

 

MODELLO TEORICO

Quando parliamo di lettura i principali modelli teorici che troviamo in letteratura sono:

  • Modello a due vie (Coltheart, 1978) secondo cui è possibile leggere attraverso due vie:

Via Sub-lessicale o fonologica (conversione grafema-fonema)

Via semantico-lessicale (utilizzo della memoria visiva)

  • Modello ad unica via secondo cui vi è un’integrazione continua tra processi di decodifica grafema-fonema, sintesi sillabica e lettura lessicale.

L’approccio di questo libro è un approccio INTEGRATO che sottolinea la complessità della letto-scrittura come risultante di molteplici competenze differenti il cui funzionamento deve essere integrato.

Inoltre viene sottolineata l’importanza per la riabilitazione di molteplici ambiti quali la neuropsicologia, la psicologia cognitiva le  teorie e i modelli delle emozioni ecc.

 

STRUTTURA DEL LIBRO

Il libro è organizzato in 11 sezioni:

1 DENOMINAZIONE RAPIDA (Giochi di riscaldamento)

2 RICERCA VISIVA (Giochi di riscaldamento)

3 LETTURA RAPIDA DI SILLABE E PAROLE (Sillabe e parole)

4 TROVA LA PAROLA (Ricerca rapida di parole)

5 C’ERA LA PAROLA? (Lettura di parole e memoria verbale)

6 OCCHIO AL SIGNIFICATO (Lettura, comprensione di parole e confronto semantico

7 LEGGI E RILEGGI (Lettura reiterata di frasi)

8 OCCHIO ALLA FRASE (Lettura e comprensione di frasi)

9 VERO O FALSO (Lettura e comprensione di frasi)

10 RACCONTI BUFFI (Comprensione del testo)

11 TESTI INFORMATIVI (Comprensione del testo)

 

A CHI è RIVOLTO?

Il libro è rivolto ai bambini tra gli 8 e i 13 anni che hanno difficoltà nella velocità di lettura;

L’intento del programma è quello di promuovere dapprima il superamento della lettura di tipo analitico-decifratorio per avvicinare via via il bambino ad una lettura di tipo visivo favorendo la possibilità di accesso più rapido e diretto al significato.

Il materiale e gli esercizi del volume , si prestano bene anche ad essere utilizzati non solo in ambito riabilitativo ma anche in ambito domiciliare e scolastico!

 

BUON LAVORO E BUON DIVERTIMENTO!!

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: le abilità Visuo-Spaziali

Tra gli strumenti per lavorare sulle abilità visuo-spaziali vi è:

“Recupero in abilità Visuo-Spaziali. Percorsi e attività per la scuola primaria e secondaria di primo grado”.

  • PERCHE’ PARLIAMO DI ABILITA’ VISUO-SPAZIALI NEL POTENZIAMENTO DEGLI  APPRENDIMENTI?

Nel corso degli ultimi due decenni, un crescente corpo di dati ha messo in evidenza il ruolo svolto dalle abilità visuo-spaziali negli apprendimenti scolastici.

Generalmente, quando si parla di scuola, si pensa all’acquisizione della capacità d scrivere, leggere, fare i conti, ovvero a compiti che coinvolgono principalmente i processi cognitivi di tipo verbale..

Tuttavia, anche se in misura minore, per sapere leggere e scrivere e incolonnare i numeri sono necessarie anche le abilità visuo-spaziali.

Infatti, nella fase di acquisizione della letto-scrittura, è fondamentale poter contare sull’efficienza delle funzioni non verbali, perché il bambino deve imparare ad effettuare un lavoro seriale, procedendo, sia con i movimenti oculari che con quelli del polso e della mano da sinistra a destra.

Inoltre le abilità visuo-spaziali saranno necessarie al bambino per imparare a riconoscere i grafemi (l’aspetto strutturale di ogni segno grafico), i segni algebrici e così via…

  • COSA CI DICONO LE EVIDENZE SCIENTIFICHE?

Gli studi pioneristici di Baddeley e Hitch (1974) hanno messo in evidenza il ruolo centrale della Memoria di Lavoro (ML) nell’apprendimento scolastico.

Tale sistema è costituito da una componente di controllo, l’esecutivo centrale, e da una serie di sottosistemi, dei quali i più conosciuti sono: il ciclo articolatorio e il taccuino visuo-spaziale ognuno con una specifica ed importante funzione.

Il taccuino visuo-spaziale elabora e mantiene temporaneamente gli stimoli visivi (colore, forma, tessitura) ed è responsabile dei percettivi visivi, della creazione e della ritenzione delle immagini mentali (Baddeley, 1986).

Diverse evidenze sperimentali dimostrano che rispetto ai bambini normodotati, i ragazzi con scarse abilità visuo-spaziali incontrano notevoli difficoltà negli apprendimenti scolastici che richiedono l’elaborazione attiva degli stimoli (Cornoldi, Dalla Vecchia e Tressoldi, 1995), la manipolazione delle immagini mentali e il confronto tra gli stimoli visivi.

Per approfondire consultare le ricerche del neuropsicologo canadese Byron Rourke…

  • STRUTTURA DEL PROGRAMMA:

Il training Recupero in… Abilità visuo-spaziali si compone di un software multimediale e di un programma cartaceo.

I compiti proposti coinvolgono attivamente il dominio cognitivo non verbale, in una sorta di gioco dell’oca articolato lungo la coda di un cavalluccio marino!

Uno dei punti di forza del programma è la natura altamente interattiva e coinvolgente delle attività proposte!

  • A CHI E’ RIVOLTO?

Il training si configura come un intervento utile per potenziare le funzioni visuo-spaziali a partire dalla fine del primo ciclo della scuola primaria!

Può essere utilizzato anche con ragazzi con un profilo cognitivo caratterizzato da deficit visuo-spaziali (ad esempio ragazzi con sindrome di Williams).

 

BUON LAVORO E BUON DIVERTIMENTO!!

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: Calcolo a mente e Linea del 100

Tra gli strumenti volti a potenziare il calcolo mentale vi è:

LA LINEA DEL 100. Metodo analogico per l’apprendimento della matematica. (Camillo Bortolato, 2008, Erickson).

 

PRINCIPI TEORICI

La metodologia alla base della linea del 100 si ispira ai principi del metodo analogico.

Bisognerebbe farsi guidare dai seguenti principi:
1) Essenzialità nella scelta degli obiettivi (puntare sull’indispensabile)
2) Pulizia nella didattica (sviluppare didattica leggera)
3) Aderenza psicologica  (anche a scapito della correttezza)
4) Economia del linguaggio (non eccedere in spiegazioni verbali)
5) Distinzione di obiettivi (presentare ogni cosa con nitidezza schematica)
5) Una cosa per volta (ottimizzare l’attenzione)

Il bambino ha bisogno di riferimenti posizionali concreti (es. lo spazio tra le due cinquine che evoca le mani, o la forma di un armadio).
Quando dice «non capisco» è come se dice «mi sono perso».
Quando dice «mi sono confuso» intende dire «non vedo».

 

COME USARE LO STRUMENTO

Lo strumento linea del 100 è una specie di calcolatore analogico in grado di simulare le operazioni del calcolo mentale.
Può essere paragonato ad un armadio con 10 cassetti in cui sono riposte ordinatamente 100 palline, 10 per ogni cassetto.
Aprendo e chiudendo i cassetti mediante delle asticelle possiamo eseguire addizioni e sottrazioni.
Girando la tabella possiamo cogliere immediatamente il senso della moltiplicazione e della divisione e controllare il risultato.

Per le addizioni: l’alunno inserisce la matrice con lo sfondo colorato e le palline bianche, e muovendo le asticelle verso destra farà comparire la quantità richiesta.
Per le sottrazioni: al contrario, chiude le asticelle in modo da nascondere le palline. Può leggere il risultato spostando la matrice verso l’alto.
Per le moltiplicazioni: posiziona la matrice con lo sfondo bianco e dispone le palline in modo da formare schieramenti quadrati e rettangolari. Spingendo in alto la matrice compare la tabella pitagorica per leggere I risultati.

 

STRUTTURA DEL LIBRO

  • La prima sezione è dedicata al calcolo mentale entro e oltre il 100, si pone l’attenzione alle strategie di tipo manipolativo mentale.
  • La seconda sezione è dedicata alle operazioni del calcolo scritto, dando spazio alle procedure.
  • La terza sezione è dedicata alle moltiplicazioni e alle divisioni scritte.
  • Nella quarta sezione si passa ai problemi ponendo l’attenzione sulla decodificazione del linguaggio verbale.
  • L’ultima parte è riservata alle tabelline.

 

A CHI E’ RIVOLTO

La linea del 100, composta sia dal testo che dallo strumento, è un sussidio utile per lo svolgimento del programma del secondo anno della scuola primaria.
Tale strumento è di fondamentale aiuto durante i trattamenti di potenziamento del calcolo in bambini con diagnosi di discalculia evolutiva e durante l’intervento di tutoring dell’apprendimento.

Rubrica Potenziamento degli Apprendimenti: Calcolo a Mente

Tra gli strumenti esistenti volti a potenziare il calcolo mentale vi è il libro:

CALCOLARE A MENTE. Esercizi secondo l’approccio analogico-intuitivo (Camillo Bortolato, 2002, Erickson).

 

PRINCIPI TEORICI

  • Ogni bambino nasce con delle competenze innate circa la numerosità.
  • I bambini sono in grado subito di compiere operazioni con le quantità, senza bisogno di molte istruzioni.
  • Prima di incontrare cifre scritte I bambini sono in grado di compiere calcoli numerici veri e propri.
  • Nel calcolo a mente non vedo le cifre ma penso alla quantità.

 

VANTAGGI DEL METODO ANALOGICO

  • Didattica di tipo intuitiva.
  • Basato sulla percezione di stima, approssimazione, subitizing  (colpo d’occhio).
  • Permette di costruire una struttura d’ordine nella mente  di ogni alunno.
  • Privilegia le simulazioni alle spiegazioni.
  • Da fiducia alla mente che lavora da sola.

 

STRUTTURA DEL LIBRO

  • La prima sezione è dedicata al sistema dei numeri, dove il  bambino impara la struttura delle quantità e delle posizioni. In questa prima parte viene presentata la tabella delle quantità fino al 100.
  • La seconda sezione è dedicata al calcolo mentale, dando spazio alle addizioni e alle sottrazioni.
  • La terza sezione consente di ampliare le competenze fino al migliaio quindi viene illustrata al bambino la tabella del 1000.
  • Nella quarta sezione si applica il calcolo mentale ai problemi

 

A CHI E’ RIVOLTO

Calcolare a mente può essere utilizzato con bambini della scuola primaria che hanno difficoltà con i numeri e le prime operazioni di calcolo come addizioni e sottrazioni e che riportano difficoltà specifiche nel calcolo a mente. Attraverso gli esercizi proposti e la tabella del 100 e poi del 1000, il bambino imparerà le strategie di calcolo mentale riconoscendo in modo istantaneo anche quantità numeriche elevate.

Come parlare di Dislessia in classe

Molto spesso ci troviamo di fronte a questo tipo di domande/affermazioni:

  • “Se tutta la classe saprà, diventerà oggetto di presa in giro o verrà preso di mira!”
  • “Se lascerò utilizzare uno strumento a quel bimbo poi dovrò farlo utilizzare a tutti, come faccio?”
  • “L’importante è che noi insegnanti sappiamo. Tra noi ed il bimbo ci impegneremo poi a mantenere il segreto così da non farlo sentire diverso!”;

E’ importante dunque tenere a mente alcuni punti:

  • Per prima cosa è importante che il bimbo con DSA sappia della sua diagnosi, è importante dare un nome alle sue caratteristiche ed in questo gioca un ruolo fondamentale la famiglia;
  • È importante inoltre che la famiglia, dopo aver parlato con il proprio bimbo/a si interfacci con gli insegnanti affinché anche in classe non ci siano segreti!
  • È importante che tutta la classe venga coinvolta e che il bambino possa sentirsi libero e legittimato di parlare delle sue caratteristiche e di poter utilizzare gli strumenti a lui necessari!

Perché evitare il segreto?

Se teniamo nascoste le caratteristiche del bambino, quest’ultimo molto probabilmente penserà che in lui c’è qualcosa di sbagliato, da nascondere e ciò potrà essere motivo di sentimenti di inadeguatezza che interferiranno con la vita scolastica ma soprattutto con la sfera emotiva!

Alcuni consigli utili:

  • Una volta avuto il consenso dai genitori proviamo a dedicare un po’ di tempo a questo argomento in classe;
  • Partiamo ponendoci domande a noi stessi: siamo ben informati a riguardo? Cosa ne pensiamo? Come ci sentiamo in questo tipo di lavoro? Chiediamoci se è il caso per noi di farci aiutare/affiancare da un esperto in materia..
  • Introduciamo il concetto di Dislessia (o di qualsivoglia altro DSA) e lasciamo spazio all’immaginazione dei bambini, cosa ne sanno, cosa immaginano che siano…ecc.
  • Proviamo a leggere insieme un libro sul tema o un film (di seguito ve ne consigliamo alcuni);
  • Una volta terminata la visione discutiamone con i bimbi, portando soprattutto l’attenzione su come si sono sentiti durante la visione/lettura;
  • Proviamo ad inventare alcuni laboratori tra i bimbi volgendo lo sguardo su le risorse e le difficoltà sottolineando come ognuno di noi/loro possiede delle diverse caratteristiche fatte di punti di forza e di punti di debolezza;
  • Utilizziamo un linguaggio semplice, chiaro, diretto;
  • Poniamo attenzione al «sentirsi» dei bambini durante i laboratori;

Consigli su materiali da utilizzare:

“Sulla nostra terra sono spuntate piccole stelle che con la loro luce hanno illuminato il mondo perché sono riuscite a farci guardare le cose con i loro occhi. Pensavano in maniera diversa, le persone vicine non lo accettavano e le hanno ostacolate. Loro però ne sono uscite vincenti e tutto il mondo è rimasto a bocca aperta”
“Stelle sulla Terra” (Taare Zamen Par)