Skip to content

L’ intervento con i genitori dei bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) ha uno scopo fondamentale: far acquisire al sistema familiare una sufficiente autonomia per riuscire a gestire le difficoltà del bambino.

Ma cosa possiamo fare come clinici e come possiamo intervenire con i genitori?

Di seguito elencheremo alcuni suggerimenti:

1) Far conoscere ai genitori cosa si intende per disturbo specifico dell’apprendimento (DSA)

Al clinico infatti è consigliato di:

  • Condividere la valutazione diagnostica, ovvero Illustrare ai genitori i tipi di DSA, soffermarsi su quale di questi è presente nel proprio figlio e quali difficoltà comporti.
  • Indicare libri informativi e siti internet di riferimento
  • Fornire dispense

2) Far capire ai genitori come si manifesta la difficoltà nel proprio figlio

Il clinico deve mostrare ai genitori le caratteristiche e le forme del disturbo specifico dell’apprendimento che il figlio presenta specificando e illustrando come si manifesta la dislessia, la disgrafia, la discalculia e la disortografia.

3) Analizzare le proprie emozioni collegate al riconoscimento del disturbo dello sviluppo

Un genitore infatti potrebbe sentirsi:

  • In colpa se in passato ha sgridato il figlio durante lo svolgimento dei compiti
  • Arrabbiato perché i suoi tentativi di migliorare la situazione non sono efficaci
  •  Preoccupato o triste se riconosce che le difficoltà del figlio sono quelle che ha sperimentato durante il proprio periodo scolastico
  • Preoccupato per il futuro lavorativo del proprio figlio, per i difficili rapporti con i pari
  • Non adeguato nell’ aiutare il proprio figlio

Queste emozioni devono trovare uno spazio nella presa in carico. E’ importante che un genitore impari ad ascoltare ciò che prova e a gestire efficacemente le proprie emozioni.

4) Far conoscere ai genitori cosa possono fare per aiutare il proprio figlio

  • Riconoscere di avere un ruolo fondamentale e attivo nel progetto di presa in carico: se genitori e bimbi sono conviti e determinati, allora quello della terapia può diventare un momento speciale in cui la loro alleanza si rafforza e gli aspetti relazionali tendono a migliorare.
  • Coinvolgere la famiglia anche all’ interno dello studio del professionista: questo permetterà al clinico di accogliere problematicità e fungere da modello cui possano ispirarsi per supportarlo nei compiti a casa e condividere strategie di studio.
  • Conoscere e applicare le strategie educative più funzionali durante lo svolgimento dei compiti: come incoraggiare sempre il bambino, predisporre uno spazio di lavoro ordinato, i materiali e gli strumenti compensativi a disposizione, suddividere il lavoro e concedere brevi pause.
  • Se c’è conflitto tra genitori e figlio? Affidare parte del lavoro scolastico a casa al tutor dell’apprendimento così da preservare il rapporto tra genitore e figlio.

5) Aumentare l’autonomia del sistema famiglia – scuola

  • Saper gestire i compiti a casa anche con la presenza di un Tutor
  • Comunicare in modo efficiente con gli insegnanti e con il proprio figlio
  • Mantenere i contatti con gli insegnanti per monitorare l’andamento scolastico

Un’ efficacie comunicazione scuola-famiglia non si improvvisa ma si costruisce a partire dalla lettura condivisa del disturbo del bambino.

6) Favorire l’alleanza Scuola – Famiglia

A volte insegnanti e genitori possono avere una linea di pensiero divergente sulle difficoltà del bambino e questo rappresenta un ostacolo per i successi del bambino

Gli insegnanti possono: temere che la valutazione possa mettere in discussione il loro modo di lavorare; leggere nel genitore un tentativo di iper-proteggere il figlio.

Il genitore può: non condividere la segnalazione da parte dell’insegnante; chiedere una valutazione per dimostrare agli insegnanti che il bambino ha dei problemi e che loro hanno causato conseguenze negative; utilizzare la valutazione per dimostrare che il bambino non ha alcun disturbo e che i risultati negativi sono imputabili alle scarse competenze dell’insegnante.

Quindi è importante che:

I genitori conoscano il DSA del proprio figlio e cosa possono fare e vi sia una comunicazione continua tra Famiglia Scuola Tutor dell’apprendimento affinché si possa tutelare il bambino con disturbo specifico dell’apprendimento.

Condividi

Altri articoli

Cos’è il Procedural Memory Training

IL PROCEDURAL MEMORY TRAINING O TRAINING PER LA MEMORIA PROCEDURALE è un intervento di Stimolazione Cognitiva che può essere utilizzato con persone che presentano Malattie Neurodegenerative, come la Malattia di

Quali sono gli Interventi di Riattivazione Cognitiva?

Con gli Interventi di Riattivazione Cognitiva facciamo riferimento agli interventi non farmacologici rivolti alle componenti cognitive, affettive e comportamentali della persona con malattia neurodegenerativa. Gli interventi di riattivazione cognitiva nelle

I Sintomi Comportamentali nella Malattia di Alzheimer

Nella Malattia di Alzheimer si assiste non solo alla manifestazione di sintomi neuropsicologici (memoria, attenzione, linguaggio) ma anche alla manifestazione di Sintomi Comportamentali e Psicologici. Questi sono sintomi secondari, cioè