Rubrica Strumenti Compensativi: Le Mappe Concettuali

Studio PSEN Le mappe concettuali

1.CHE COSA SONO E A COSA SERVONO ?

Le mappe concettuali rientrano tra gli strumenti compensativi e hanno lo scopo di rappresentare, interpretare,  rielaborare e trasmettere le informazioni in modalità visiva.

2.QUANTI TIPI ESISTONO ?

Esistono 3 tipi di mappe:

1)Mappe Mentali

-Hanno una forma a raggiera

-Sono organizzate attorno ad una parola chiave

-Sono usate per rappresentare le idee e il pensiero per associazione

-Usano il colore e le immagini

2) Mappe Concettuali 

-Si usano per rappresentare le relazioni che si stabiliscono tra i concetti principali

-Hanno una struttura gerarchica

3) Mappe multimediali

-Sono Strumenti digitali

-Arricchiscono le mappe con elementi multimediali come audio, video e link

3.QUALI SONO I VANTAGGI ?

  • Funzionano come modello per organizzare e strutturare le informazioni,
  • Permettono di memorizzare per immagini e ricordare con più facilità le informazioni attraverso il canale visivo,
  • Rappresentano uno strumento per far collaborare gli allievi e per studiare insieme.

4. QUALI PROGRAMMI UTILIZZARE ?

  • Programmi gratuiti: CmapTools permette di creare gratuitamente mappe concettuali elaborate e visualmente significative; FreeMind permette di creare gratuitamente mappe concettuali disegnando nodi.
  • Programmi a pagamento: IperMappe 2 permette di creare mappe multimediali partendo da contenuti digitali, libri digitali pdf; SuperMappe Classic permette di creare mappe multimediali che prendono vita con pochi clic e hanno uno stile prettamente visivo.

 

«Lo strumento compensativo ha l’obiettivo di mettere l’alunno con DSA sullo stesso piano dei suoi compagni»

Qual è il ruolo degli insegnanti nei confronti dei bambini con DSA ?

Studio PSEN Qual È Il Ruolo Degli Insegnanti Nei Confronti Dei Bambini Con DSA?

Lo scopo principale è quello di far acquisire al sistema scolastico una sufficiente autonomia per riuscire a gestire le difficoltà del bambino.

Di seguito alcuni punti critici da considerare:

  1. Aumentare la conoscenza e la consapevolezza degli insegnanti.

Il clinico e il familiare possono comunicare e condividere la diagnosi con gli insegnanti;

– Con l’aiuto del clinico si andranno ad approfondire gli aspetti teorici e poi pratici riguardanti i DSA;

– L’insegnante dovrà arricchire il proprio bagaglio di strategie per lavorare con un bambino che presenta un disturbo evolutivo così da delineare gli strumenti compensativi e dispensativi adatti per quel bambino.

2. Riconoscere le proprie emozioni collegate al riconoscimento del disturbo del bambino. Un insegnante potrebbe infatti:

  • sentirsi in colpa per non averlo aiutato a sufficienza in passato
  • sentirsi preoccupato e non all’ altezza di aiutarlo adeguatamente
  • essere espulsivo perché non si sente in grado di gestirlo
  • sentirsi dispiaciuto per il futuro scolastico dell’alunno
  • percepire maggiormente lo stress perché sa che deve svolgere un lavoro più complesso e faticoso.

E’ fondamentale che il clinico sappia mettere gli insegnanti nella condizione di ascoltare le proprie emozioni e che queste vengano accettate così come sono, senza giudicarle negativamente o reprimerle.

3. Sviluppare autonomia nella gestione dell’alunno. Per ciascun alunno:

-Tenere in considerazione lo stile cognitivo specifico, le modalità di apprendimento, i punti di forza e di debolezza;

– Costruire un PDP, Personalizzare l’apprendimento, e predisporre le strategie didattiche più utili per garantire a ogni studente una propria forma di eccellenza cognitiva;

– Applicare gli adattamenti scelti dall’ insegnante in modo coerente e sistematico;

– Non arrendersi al primo fallimento, le strategie vanno sperimentate sul campo, su quel bambino, in quel contesto, e se quella strategia non porta all’ obiettivo prefissato, capire cosa ha e non ha funzionato per migliorare la strategia in modo flessibile.

OCCORRE QUINDI FLESSIBILITÀ, PADRONANZA DELLE MISURE COMPENSATIVE EFFICACI, COMPETENZE METODOLOGICHE INNOVATIVE E CREATIVE.

4. Comunicare con i Genitori. E’ bene che gli insegnanti:

-Diano un feedback alla famiglia su come procede l’intervento a scuola rispetto agli adattamenti didattici per gli apprendimenti, organizzativi per l’attenzione, ai contratti educativi per i comportamenti.

– Stabiliscano chi far partecipare durante gli incontri, può essere presente la figura del clinico che segue il bambino, così da poter esplicitare gli obiettivi, le aspettative, come avverrà il passaggio verso l’autonomia, quali potrebbero essere le difficoltà e alcune indicazioni su come gestirle.

E’ bene quindi Costruire una buona rete di lavoro tra la Scuola, la Famiglia e il Clinico che segue il bambino, così da lavorare al meglio per consentire ad ogni bimbo di sviluppare i propri talenti

DSA e Valutazioni: cosa ci dicono le Linee Guida?

Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni. A tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove” (D.M. 12 LUGLIO 2011, ARTICOLO 6).

Cosa ci dicono le Linee Guida in merito alle modalità e ai tempi di Verifica?

La scuola, in base allo specifico Piano Didattico Personalizzato del bambino/a deve considerare:

  • La valorizzazione del processo di apprendimento dell’alunno;
  • l’ adattamento dei tempi nelle prove scritte e predisposizione di verifiche scritte più brevi;
  • La facilitazione della decodifica;
  • La predisposizione di verifiche scritte strutturate;
  • La predisposizione di verifiche scritte scalari;
  • La predisposizione di verifiche scritte accessibili;
  • La valutazione più del contenuto che della forma;
  • La compensazione dello scritto con l’orale;
  • La pianificazione delle verifiche;
  • La gestione dei tempi nelle verifiche orali;
  • La valorizzazione del contenuto nell’esposizione orale;
  • L’ uso di strumenti compensativi tecnologici ed informatici;
  • La valutazione delle lingue straniere;
  • Favorire un clima d’aula tranquillo.

E per quanto riguarda l’esame di stato?

La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.122 e dal relativo decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 di attuazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonchè dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, – considerati gli elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.

È importante che tutto ciò che è scritto nel PDP (piano Didattico Personalizzato) del ragazzo venga rispettato ed adottato in sede di esame!

Perché è importante una”corretta” valutazione?

“La mission del sistema educativo e scolastico non può prescindere dalla formazione del soggetto nella sua interezza, in modo completo, armonico ed equilibrato, in una visione olistica, che considera l’individuo non come oggetto e mezzo per produrre ma come essere senziente, pensante, dotato di emozioni, che agisce acquisendo conoscenze e sapendole applicare in modo abile. Per questo nella fase valutativa è importante che l’insegnante fornisca un feedback educativo che valorizzi l’alunno senza penalizzarlo, attraverso la rilevazione degli elementi positivi contenuti nelle risposte, la considerazione degli aspetti che si possono migliorare e potenziare, l’attestazione dei risultati conseguiti, focalizzando l’attenzione sul lavoro svolto, senza sminuire il valore del soggetto in età evolutiva“.

Rubrica Strumenti Compensativi: la Sintesi Vocale

  • Cos’è e a cosa serve?

La Sintesi Vocale è la trasformazione del testo scritto in testo parlato attraverso i Software TTS (Text To Speech). È detta anche “lettura con le orecchie;

Per poter utilizzare la Sintesi Vocale abbiamo bisogno di:

1.Testi in formato digitale oppure  un OCR (Riconoscitore Ottico di Caratteri che permette di trasformare il testo da cartaceo a digitale) ;

2.Software per trasformare il testo in voce.

  • Cosa sono i libri digitali?

I libri digitali sono dei libri in formato PDF aperto. Questi file di testo, rispetto a un formato chiuso, hanno il vantaggio di poter essere utilizzati con i software compensativi,  come appunto la Sintesi Vocale;

Sono quindi uguali in tutto e per tutto al corrispettivo cartaceo, ma vengono visualizzati sul computer;

L’Associazione Italiana Dislessia, previa iscrizione, fornisce i libri di testo scolastici in formato PDF, tramite accordi con gli editori.

  • Quali sono i vantaggi della Sintesi vocale?
  1. E’ una risorsa calibrata sulla base delle difficoltà del bambino;
  2. Risponde alla necessità di decodifica del testo;
  3. Permette una maggiore Autonomia nella lettura e, soprattutto, nello studio;
  4. Può aiutare a migliorare l’autostima: la possibilità di gestire il disturbo di lettura in autonomia rinforza il senso di autoefficacia dei ragazzi;
  • Quali software scegliere?

Sul web sono presenti:

Programmi gratuiti che presentano il vantaggio di non richiedere alcun esborso di denaro ma presuppongono una minima dimestichezza con i mezzi informatici e per alcuni versi sono meno «accattivanti»; (Esempio: LeggiXme_jr_sp; LeggiXme_sp

Programmi a pagamento che richiedono un esborso di denaro più o meno consistente ma sono graficamente piacevoli ed integrano caratteristiche che possono renderne più agevole e proficuo l’uso; (Esempio: Loquendo; Geco; ePico; Carlo Mobile Pro…..)

«È  molto importante crescere insieme con gli strumenti compensativi, usarne più di uno adattandoli ai bisogni diversi, ma soprattutto avendo tempo di scoprirne le potenzialità e sfruttarle in modo produttivo mescolando le proprie risorse con le risorse della macchina»