Rubrica Strumenti Compensativi: Le Mappe Concettuali

Studio PSEN Le mappe concettuali

1.CHE COSA SONO E A COSA SERVONO ?

Le mappe concettuali rientrano tra gli strumenti compensativi e hanno lo scopo di rappresentare, interpretare,  rielaborare e trasmettere le informazioni in modalità visiva.

2.QUANTI TIPI ESISTONO ?

Esistono 3 tipi di mappe:

1)Mappe Mentali

-Hanno una forma a raggiera

-Sono organizzate attorno ad una parola chiave

-Sono usate per rappresentare le idee e il pensiero per associazione

-Usano il colore e le immagini

2) Mappe Concettuali 

-Si usano per rappresentare le relazioni che si stabiliscono tra i concetti principali

-Hanno una struttura gerarchica

3) Mappe multimediali

-Sono Strumenti digitali

-Arricchiscono le mappe con elementi multimediali come audio, video e link

3.QUALI SONO I VANTAGGI ?

  • Funzionano come modello per organizzare e strutturare le informazioni,
  • Permettono di memorizzare per immagini e ricordare con più facilità le informazioni attraverso il canale visivo,
  • Rappresentano uno strumento per far collaborare gli allievi e per studiare insieme.

4. QUALI PROGRAMMI UTILIZZARE ?

  • Programmi gratuiti: CmapTools permette di creare gratuitamente mappe concettuali elaborate e visualmente significative; FreeMind permette di creare gratuitamente mappe concettuali disegnando nodi.
  • Programmi a pagamento: IperMappe 2 permette di creare mappe multimediali partendo da contenuti digitali, libri digitali pdf; SuperMappe Classic permette di creare mappe multimediali che prendono vita con pochi clic e hanno uno stile prettamente visivo.

 

«Lo strumento compensativo ha l’obiettivo di mettere l’alunno con DSA sullo stesso piano dei suoi compagni»

Qual è il ruolo degli insegnanti nei confronti dei bambini con DSA ?

Studio PSEN Qual È Il Ruolo Degli Insegnanti Nei Confronti Dei Bambini Con DSA?

Lo scopo principale è quello di far acquisire al sistema scolastico una sufficiente autonomia per riuscire a gestire le difficoltà del bambino.

Di seguito alcuni punti critici da considerare:

  1. Aumentare la conoscenza e la consapevolezza degli insegnanti.

Il clinico e il familiare possono comunicare e condividere la diagnosi con gli insegnanti;

– Con l’aiuto del clinico si andranno ad approfondire gli aspetti teorici e poi pratici riguardanti i DSA;

– L’insegnante dovrà arricchire il proprio bagaglio di strategie per lavorare con un bambino che presenta un disturbo evolutivo così da delineare gli strumenti compensativi e dispensativi adatti per quel bambino.

2. Riconoscere le proprie emozioni collegate al riconoscimento del disturbo del bambino. Un insegnante potrebbe infatti:

  • sentirsi in colpa per non averlo aiutato a sufficienza in passato
  • sentirsi preoccupato e non all’ altezza di aiutarlo adeguatamente
  • essere espulsivo perché non si sente in grado di gestirlo
  • sentirsi dispiaciuto per il futuro scolastico dell’alunno
  • percepire maggiormente lo stress perché sa che deve svolgere un lavoro più complesso e faticoso.

E’ fondamentale che il clinico sappia mettere gli insegnanti nella condizione di ascoltare le proprie emozioni e che queste vengano accettate così come sono, senza giudicarle negativamente o reprimerle.

3. Sviluppare autonomia nella gestione dell’alunno. Per ciascun alunno:

-Tenere in considerazione lo stile cognitivo specifico, le modalità di apprendimento, i punti di forza e di debolezza;

– Costruire un PDP, Personalizzare l’apprendimento, e predisporre le strategie didattiche più utili per garantire a ogni studente una propria forma di eccellenza cognitiva;

– Applicare gli adattamenti scelti dall’ insegnante in modo coerente e sistematico;

– Non arrendersi al primo fallimento, le strategie vanno sperimentate sul campo, su quel bambino, in quel contesto, e se quella strategia non porta all’ obiettivo prefissato, capire cosa ha e non ha funzionato per migliorare la strategia in modo flessibile.

OCCORRE QUINDI FLESSIBILITÀ, PADRONANZA DELLE MISURE COMPENSATIVE EFFICACI, COMPETENZE METODOLOGICHE INNOVATIVE E CREATIVE.

4. Comunicare con i Genitori. E’ bene che gli insegnanti:

-Diano un feedback alla famiglia su come procede l’intervento a scuola rispetto agli adattamenti didattici per gli apprendimenti, organizzativi per l’attenzione, ai contratti educativi per i comportamenti.

– Stabiliscano chi far partecipare durante gli incontri, può essere presente la figura del clinico che segue il bambino, così da poter esplicitare gli obiettivi, le aspettative, come avverrà il passaggio verso l’autonomia, quali potrebbero essere le difficoltà e alcune indicazioni su come gestirle.

E’ bene quindi Costruire una buona rete di lavoro tra la Scuola, la Famiglia e il Clinico che segue il bambino, così da lavorare al meglio per consentire ad ogni bimbo di sviluppare i propri talenti

DSA e Valutazioni: cosa ci dicono le Linee Guida?

Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni. A tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove” (D.M. 12 LUGLIO 2011, ARTICOLO 6).

Cosa ci dicono le Linee Guida in merito alle modalità e ai tempi di Verifica?

La scuola, in base allo specifico Piano Didattico Personalizzato del bambino/a deve considerare:

  • La valorizzazione del processo di apprendimento dell’alunno;
  • l’ adattamento dei tempi nelle prove scritte e predisposizione di verifiche scritte più brevi;
  • La facilitazione della decodifica;
  • La predisposizione di verifiche scritte strutturate;
  • La predisposizione di verifiche scritte scalari;
  • La predisposizione di verifiche scritte accessibili;
  • La valutazione più del contenuto che della forma;
  • La compensazione dello scritto con l’orale;
  • La pianificazione delle verifiche;
  • La gestione dei tempi nelle verifiche orali;
  • La valorizzazione del contenuto nell’esposizione orale;
  • L’ uso di strumenti compensativi tecnologici ed informatici;
  • La valutazione delle lingue straniere;
  • Favorire un clima d’aula tranquillo.

E per quanto riguarda l’esame di stato?

La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.122 e dal relativo decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 di attuazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonchè dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, – considerati gli elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.

È importante che tutto ciò che è scritto nel PDP (piano Didattico Personalizzato) del ragazzo venga rispettato ed adottato in sede di esame!

Perché è importante una”corretta” valutazione?

“La mission del sistema educativo e scolastico non può prescindere dalla formazione del soggetto nella sua interezza, in modo completo, armonico ed equilibrato, in una visione olistica, che considera l’individuo non come oggetto e mezzo per produrre ma come essere senziente, pensante, dotato di emozioni, che agisce acquisendo conoscenze e sapendole applicare in modo abile. Per questo nella fase valutativa è importante che l’insegnante fornisca un feedback educativo che valorizzi l’alunno senza penalizzarlo, attraverso la rilevazione degli elementi positivi contenuti nelle risposte, la considerazione degli aspetti che si possono migliorare e potenziare, l’attestazione dei risultati conseguiti, focalizzando l’attenzione sul lavoro svolto, senza sminuire il valore del soggetto in età evolutiva“.

Rubrica Strumenti Compensativi: la Sintesi Vocale

  • Cos’è e a cosa serve?

La Sintesi Vocale è la trasformazione del testo scritto in testo parlato attraverso i Software TTS (Text To Speech). È detta anche “lettura con le orecchie”;

Per poter utilizzare la Sintesi Vocale abbiamo bisogno di:

1.Testi in formato digitale oppure  un OCR (Riconoscitore Ottico di Caratteri che permette di trasformare il testo da cartaceo a digitale) ;

2.Software per trasformare il testo in voce.

  • Cosa sono i libri digitali?

I libri digitali sono dei libri in formato PDF aperto. Questi file di testo, rispetto a un formato chiuso, hanno il vantaggio di poter essere utilizzati con i software compensativi,  come appunto la Sintesi Vocale;

Sono quindi uguali in tutto e per tutto al corrispettivo cartaceo, ma vengono visualizzati sul computer;

L’Associazione Italiana Dislessia, previa iscrizione, fornisce i libri di testo scolastici in formato PDF, tramite accordi con gli editori.

  • Quali sono i vantaggi della Sintesi vocale?
  1. E’ una risorsa calibrata sulla base delle difficoltà del bambino;
  2. Risponde alla necessità di decodifica del testo;
  3. Permette una maggiore Autonomia nella lettura e, soprattutto, nello studio;
  4. Può aiutare a migliorare l’autostima: la possibilità di gestire il disturbo di lettura in autonomia rinforza il senso di autoefficacia dei ragazzi;
  • Quali software scegliere?

Sul web sono presenti:

Programmi gratuiti che presentano il vantaggio di non richiedere alcun esborso di denaro ma presuppongono una minima dimestichezza con i mezzi informatici e per alcuni versi sono meno «accattivanti»; (Esempio: LeggiXme_jr_sp; LeggiXme_sp

Programmi a pagamento che richiedono un esborso di denaro più o meno consistente ma sono graficamente piacevoli ed integrano caratteristiche che possono renderne più agevole e proficuo l’uso; (Esempio: Loquendo; Geco; ePico; Carlo Mobile Pro…..)

«È  molto importante crescere insieme con gli strumenti compensativi, usarne più di uno adattandoli ai bisogni diversi, ma soprattutto avendo tempo di scoprirne le potenzialità e sfruttarle in modo produttivo mescolando le proprie risorse con le risorse della macchina»

Un libro da non perdere: “Un pesce sull’albero”

Perchè leggere “Un pesce sull’albero” di Lynda Mullaly Hunt?

  • Per il tema trattato: la Dislessia, ma soprattutto per come viene trattato dall’autrice:

Questo libro affronta il tema della Dislessia dal punto di vista di una  di giovane ragazza,  evidenziando le difficoltà che incontra nel leggere e nello scrivere e che molti imputano alla sua bassa capacità di applicarsi o ai tanti traslochi che hanno implicato cambiamenti di classi.  Ally, la protagonista, è una ragazza intelligente e  molto brava in alcune materie, alcuni insegnanti credono che faccia apposta a comportarsi in modo sconsiderato e parecchi compagni la prendono in giro.

  • Per come evidenzia e restituisce al lettore gli aspetti EMOTIVI di un bambino con DSA:

Nel libro vengono evidenziati i  sentimenti della protagonista di fronte ai suoi sforzi, e il suo profondo senso di inadeguatezza davanti ai suoi insuccessi e di incomprensione da parte degli altri. Viene sottolineata la vergogna provata da Ally, i suoi sentimenti di solitudine e viene riconosciuto l’enorme potere delle parole.

Un pesce sull’albero appare un prezioso contributo sui disturbi specifici dell’apprendimento e sui vissuti che ad essi si associano.

  • Per l’importanza che viene assegnata al ruolo dell’INSEGNANTE:

«Per gli insegnanti… che vedono il bambino prima dello studente, che ci ricordano che ciascuno di noi ha talenti particolari da donare al mondo, che incoraggiano a distinguersi anziché ad adattarsi. E per i ragazzi e le ragazze… che trovano l’ostinazione necessaria per superare le sfide della vita, qualunque esse siano. Siete degli eroi. Questo libro è per voi»

L’arrivo di un supplente sarà un momento decisivo per la protagonista; il signor Daniels ha un approccio diverso alla classe e consegna ad Ally le carte per giocarsi un cambiamento.

  • Per l’importanza sottolineata dall’autrice di  come alcuni INCONTRI possano essere preziosi nella vita:

Questo libro mostra come l’Incontro con il Signor Daniels, quindi con qualcuno che cambia il proprio approccio adattandolo alle caratteristiche del bambino e che soprattutto crede nelle sue capacità e potenzialità, permette e promuove un importante cambiamento nel bambino stesso!!

  • Perché oltretutto è un libro ad ALTA LEGGIBILITA’:

Un pesce sull’albero è inoltre pubblicato ad ALTA LEGGIBILITÀ così da risultare più fruibile anche in caso di dislessia. Ma che significa ad alta leggibilità?

Un libro ad alta leggibilità presenta alcune caratteristiche, come ad esempio:

  • interlinea ampia che separa chiaramente una riga dall’altra;
  • ampi spazi bianchi tra le lettere, le parole e la punteggiatura;
  • testo non giustificato in cui l’interruzione della riga segue il flusso naturale della lettura;
  • capitoli e paragrafi dove possibile brevi e corredati  da numerose tavole a colori per facilitare la comprensione del testo;
  • utilizzo di caratteri in grassetto per creare mappe concettuali o in corsivo per evidenziare parole chiave, inusuali o volutamente sgrammaticate;
  • margini studiati per non opprimere ma nemmeno disperdere una corretta lettura;

…..ecc, ecc.

«un sapiente ritratto sulla scuola, sulle difficoltà, sulla famiglia, sui legami di amicizia e uno splendido ritratto di insegnante che sa vedere, sa coinvolgere, sa prendere parte; un ritratto che non nasconde realtà, aspetti positivi e negativi. Insomma, un libro divertente e saggio che – come si sarebbe detto nella famiglia di Ally – non è certo un gettone di legno, ma un prezioso dollaro d’argento»

Buona lettura!!

Come aiutare il proprio figlio/a nel creare una Mappa Concettuale?

Come aiutare il proprio figlio/a nel creare una Mappa Concettuale?

  • Come possiamo aiutare il bambino ancor prima della lettura?

Incentiviamo il bambino ad attivare la Memoria e la Fantasia osservando:

  1. Il Titolo del capitolo;
  2. Il Titolo del paragrafo;
  3. Le immagini;
  4. Le didascalie;
  5. Gli approfondimenti;
  6. Le parole chiave .
  • Come poter aiutare il bambino a porre l’attenzione su elementi centrali del testo?

Aiutiamo il bambino a porsi delle domande (magari scriviamole su di un cartoncino colorato da tenere affiancoal libro):

  1. Chi?
  2. Cosa?
  3. Quando?
  4. Dove?
  5. Perché?

Se il bambino riesce già bene con queste domande, passiamo allo step successivo: leggiamo (se presenti) le domande alla fine della lettura PRIMA della lettura in sé, in modo da  dirigere l’attenzione del bambino su specifici target.

  • Come posso aiutare il bambino ad organizzare  i dati appena letti?
  1. Aiutiamo il bambino a riordinare le idee sulla base di ciò che ha appena letto;
  2. Sottolineiamo le PAROLE CHIAVE con colori diversi;
  3. Ad ogni domandina che ci eravamo prima posti, assegniamo un colore diverso che corrisponderà alla sua risposta;
  • Come costruire la mappa?
  1. Facciamo scegliere al bambino la forma della propria Mappa;
  2. Iniziamo a far inserire i dati sottolineati muovendoci da sinistra verso destra;
  3. Aiutiamo il bambino ad utilizzare poche parole che siano significative;
  4. Aiutiamo il bambino ad utilizzare le immagini;
  5. Evitiamo l’effetto crowding (affollamento);
  6. Cerchiamo di lasciar personalizzare al bambino come meglio preferisce la propria mappa!!
  • Quali programmi utilizzare per la costruzione delle Mappe?

Programmi gratuiti:

  1. Cmap tools;
  2. Mindomo;
  3. Xmind.

Programmi a pagamento:

  1. Supermappe;
  2. IperMappe;
  3. Epico.

Prima di scegliere a quale programma affidarsi, far visionare al bambino/a tramite qualche  video quale programma preferisce utilizzare!

In ognuno di questi passi ricordiamoci di affiancare il bambino senza sostituirci!!

 

Buon lavoro!!

 

Gestire la Didattica a distanza con bambini e ragazzi con DSA: Suggerimenti per gli Insegnanti

Vista la nuova modalità di didattica a distanza, adottata in seguito alle disposizioni ministeriali per via del Covid-19, abbiamo pensato di soffermare la nostra attenzione sull’aspetto legato ai bambini e ragazzi che hanno una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento DSA.

In merito a ciò abbiamo stilato una serie di punti e suggerimenti utili per tutti gli insegnanti da tenere in considerazione in modo da favorire il processo di apprendimento e autonomia dell’alunno.

1) Progettazione e Organizzazione

Bambini e ragazzi con DSA fanno fatica ad organizzare I materiali di studio, il diario, I compiti, le attività da svolgere, o reperire le schede. Per questo è importante organizzare e progettare lo spazio in cui verranno caricati I compiti, I materiali di studio, le attività da svolgere, gli orari delle video-lezioni. Troppi input e una dislocazione dei materiali in sedi differenti, potrebbe rendere davvero molto complesso il lavoro dei ragazzi, I quali provando sentimenti di frustrazione, sono portati ad abbandonare l’attività o il compito.

2) Assegnazione dei Compiti

Bisogna fare attenzione ad assegnare esercizi, compiti, pagine e pagine da leggere. Piuttosto l’assegnazione dei compiti dovrebbe trasformarsi in una trasmissione ragionata dei vari materiali didattici da inviare. Per scegliere quale materiale didattico è più affine a quell’alunno bisogna conoscere bene il tipo di DSA e le risorse che il ragazzo presenta. In questo modo solleciteremo all’apprendimento e non alla semplice esecuzione dei compiti ed esercizi.

3) Gestione del Tempo

Bambini e ragazzi con DSA possono fare più fatica nel mantenere alta la concentrazione durante le ore di lezione, specialmente se on-line. Considerata la circostanza, I ragazzi potrebbero avere più difficoltà nell’interagire facilmente con il docente. Per questo sarebbe utile da parte dell’insegnante fornire una registrazione della lezione in modo da permettere al ragazzo di riascoltarla e riorganizzarla tramite mappa concettuale.

4) Gestione del Carico Cognitivo

Non dimentichiamo che bambini e ragazzi con DSA fanno fatica a gestire in autonomia nuovi argomenti. E se questi nuovi argomenti sono relativi a varie materie, pensiamo quanto la loro fatica si fa maggiore. Bisogna quindi concordare con cura i compiti e le attività da assegnare nella giornata, altrimenti questo potrebbe trasformarsi in un carico di compiti e attività insostenibile e ingestibile per il ragazzo.

5) Personalizzazione e Inclusione

E’ importante ricordarsi come il materiale da assegnare a casa, piuttosto che quello da svolgere come verifica, tenga in considerazione il PDP del ragazzo e le difficoltà che presenta.E’ utile quindi da parte dell’insegnante fornire materiale semplificato, piuttosto che fornire una mappa della video-lezione svolta al singolo o a tutta la classe, così come favorire e incentivare il lavoro tra piccoli gruppi

6) Valutazione

La valutazione dei compiti, del lavoro svolto, delle verifiche deve avere l’obiettivo di valorizzare gli interventi e l’atteggiamento pro attivo del ragazzo. Poiché sappiamo ampiamente quanto sia importante il feedback nel processo di apprendimento, è fondamentale da parte dell’insegnante fornire indicazioni sul lavoro svolto dal ragazzo, dare informazioni su come procedere, chiarire dei dubbi. Quest’ultimo deve sapere come è andata, se sta progredendo, sapere come fare per migliorare. E’ basilare dare rimandi sui punti di forza e di debolezza del proprio studio, questo incentiverà la motivazione e l’autonomia del ragazzo.

7) PDP

Anche con la modalità della didattica a distanza, l’alunno con un Piano Didattico Personalizzato, ha il diritto di usufruire di tutti gli strumenti compensativi (es. sintesi vocale, mappe concettuali, correttore ortografico, calcolatrice, schemi riassuntivi, ecc…) e le misure dispensative (maggior tempo a disposizione durante le verifiche ecc..) stipulate  all’interno del PDP.

Qual e’ il ruolo dei genitori dei bambini con DSA ?

L’ intervento con i genitori dei bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) ha uno scopo fondamentale: far acquisire al sistema familiare una sufficiente autonomia per riuscire a gestire le difficoltà del bambino.

Ma cosa possiamo fare come clinici e come possiamo intervenire con i genitori?

Di seguito elencheremo alcuni suggerimenti:

1) Far conoscere ai genitori cosa si intende per disturbo specifico dell’apprendimento (DSA)

Al clinico infatti è consigliato di:

  • Condividere la valutazione diagnostica, ovvero Illustrare ai genitori i tipi di DSA, soffermarsi su quale di questi è presente nel proprio figlio e quali difficoltà comporti.
  • Indicare libri informativi e siti internet di riferimento
  • Fornire dispense

2) Far capire ai genitori come si manifesta la difficoltà nel proprio figlio

Il clinico deve mostrare ai genitori le caratteristiche e le forme del disturbo specifico dell’apprendimento che il figlio presenta specificando e illustrando come si manifesta la dislessia, la disgrafia, la discalculia e la disortografia.

3) Analizzare le proprie emozioni collegate al riconoscimento del disturbo dello sviluppo

Un genitore infatti potrebbe sentirsi:

  • In colpa se in passato ha sgridato il figlio durante lo svolgimento dei compiti
  • Arrabbiato perché i suoi tentativi di migliorare la situazione non sono efficaci
  •  Preoccupato o triste se riconosce che le difficoltà del figlio sono quelle che ha sperimentato durante il proprio periodo scolastico
  • Preoccupato per il futuro lavorativo del proprio figlio, per i difficili rapporti con i pari
  • Non adeguato nell’ aiutare il proprio figlio

Queste emozioni devono trovare uno spazio nella presa in carico. E’ importante che un genitore impari ad ascoltare ciò che prova e a gestire efficacemente le proprie emozioni.

4) Far conoscere ai genitori cosa possono fare per aiutare il proprio figlio

  • Riconoscere di avere un ruolo fondamentale e attivo nel progetto di presa in carico: se genitori e bimbi sono conviti e determinati, allora quello della terapia può diventare un momento speciale in cui la loro alleanza si rafforza e gli aspetti relazionali tendono a migliorare.
  • Coinvolgere la famiglia anche all’ interno dello studio del professionista: questo permetterà al clinico di accogliere problematicità e fungere da modello cui possano ispirarsi per supportarlo nei compiti a casa e condividere strategie di studio.
  • Conoscere e applicare le strategie educative più funzionali durante lo svolgimento dei compiti: come incoraggiare sempre il bambino, predisporre uno spazio di lavoro ordinato, i materiali e gli strumenti compensativi a disposizione, suddividere il lavoro e concedere brevi pause.
  • Se c’è conflitto tra genitori e figlio? Affidare parte del lavoro scolastico a casa al tutor dell’apprendimento così da preservare il rapporto tra genitore e figlio.

5) Aumentare l’autonomia del sistema famiglia – scuola

  • Saper gestire i compiti a casa anche con la presenza di un Tutor
  • Comunicare in modo efficiente con gli insegnanti e con il proprio figlio
  • Mantenere i contatti con gli insegnanti per monitorare l’andamento scolastico

Un’ efficacie comunicazione scuola-famiglia non si improvvisa ma si costruisce a partire dalla lettura condivisa del disturbo del bambino.

6) Favorire l’alleanza Scuola – Famiglia

A volte insegnanti e genitori possono avere una linea di pensiero divergente sulle difficoltà del bambino e questo rappresenta un ostacolo per i successi del bambino

Gli insegnanti possono: temere che la valutazione possa mettere in discussione il loro modo di lavorare; leggere nel genitore un tentativo di iper-proteggere il figlio.

Il genitore può: non condividere la segnalazione da parte dell’insegnante; chiedere una valutazione per dimostrare agli insegnanti che il bambino ha dei problemi e che loro hanno causato conseguenze negative; utilizzare la valutazione per dimostrare che il bambino non ha alcun disturbo e che i risultati negativi sono imputabili alle scarse competenze dell’insegnante.

Quindi è importante che:

I genitori conoscano il DSA del proprio figlio e cosa possono fare e vi sia una comunicazione continua tra Famiglia – Scuola – Tutor dell’apprendimento affinché si possa tutelare il bambino con disturbo specifico dell’apprendimento.