Che cos’è l’EMDR?

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress traumatico.

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica. E’ una metodologia che utilizza i movimenti oculari o altra stimolazione alternata destra/sinistra, per permettere una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali.

L’elaborazione dell’esperienza traumatica con l’EMDR permette al paziente di cambiare prospettiva, modificare
le valutazioni cognitive su di sé, incorporare emozioni adeguate alla situazione ed eliminare le reazioni fisiche. Questo permette di adottare comportamenti più adattivi.

Secondo il modello di riferimento, l’evento traumatico vissuto dal soggetto viene immagazzinato in memoria insieme alle emozioni, percezioni, cognizioni e sensazioni fisiche disturbanti che hanno caratterizzato quel momento.
Tutte queste informazioni immagazzinate in modo disfunzionale, restano “congelate” all’interno delle reti neurali, e non potendo essere elaborate, continuano a provocare disagio nel soggetto, fino a portare all’insorgenza di disturbi psicologici.

L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti in memoria per giungere ad una risoluzione adattiva attraverso la creazione di nuove connessioni più funzionali.

Attraverso il trattamento con l’EMDR è dunque possibile alleviare la sofferenza emotiva, permettere la riformulazione delle credenze negative e ridurre l’arousal fisiologico del paziente.

Cos’è la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale?

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale è uno specifico orientamento della Psicoterapia basato sull’evidenza scientifica (evidence-based).

Tale approccio spiega il disagio emotivo attraverso la complessa relazione che c’è tra le emozioni, i pensieri e i comportamenti.

La teoria di fondo sottolinea l’importanza dei pensieri disfunzionali e delle modalità di agire alla base del mantenimento dei disturbi emotivi.

Tali pensieri disfunzionali (o schemi cognitivi), di cui spesso non siamo consapevoli,  possono produrre malessere per cui lo scopo di tale approccio è quello di aiutare la persona a riconoscerli e individuarli al fine di integrarli con convinzioni più funzionali.

Oggi la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale integra molti interventi terapeutici e modelli teorici di terza generazione come la Mindfulness, la Terapia Metacognitiva Interperpersonale, la Schema Therapy, la Dialectical Behavior Therapy, l’ACT ecc., con lo scopo finale di migliorare l’efficacia della terapia e allargare la sua applicabilità all’area di altri disturbi.

Che cos’è la psicoterapia? E la Psicoterapia Psicoanalitica Relazionale?

COS’è LA PSICOTERAPIA?

La psicoterapia è un percorso volto ad affrontare le difficoltà psicologiche, relazionali ed emotive al fine di promuovere il benessere della persona.

PERCHè INIZIARE UNA PSICOTERAPIA?

Molti ritengono che iniziare una psicoterapia significhi un non riuscire a cavarsela da soli, un atto di debolezza, un luogo confinato all’”insanità mentale”.

Al contrario, la Psicoterapia offre un’occasione per la persona di trovarsi e ritrovarsi in un proprio spazio, più sentito, più desiderato, più creativo.

COS’è LA PSICOANALISI RELAZIONALE?

Modello di Psicoanalisi della Relazione si propone di rileggere la ricca tradizione psicoanalitica alla luce dei presupposti epistemici attuali. Ne deriva un punto di vista nuovo e originale.

Secondo tale modello la patologia è l’espressione della rigidità strutturale che porta alla paura di sperimentare l’inevitabile riproporsi del fallimento.

L’obiettivo del metodo relazionale è la facilitazione della ripresa del processo evolutivo, ovvero della possibilità di apprendimento di sé. L’aumento della capacità di tener conto del proprio mondo interno ed esterno, della presenza a sé stessi, fornisce elementi nuovi ed utili per riorientare la propria traiettoria di vita.

“Scoprire la verità sul paziente vuol dire sempre scoprirla con lui e per lui.. e vuol dire scoprire la verità tra l’uno e l’altro, dato che la verità degli esseri umani è rivelata nel loro essere in relazione gli uni con gli altri…La comprensione (del paziente) sembrerebbe un atto che implica una qualche sorta di mutuo impegno, una forma particolare di incontro delle menti”

(Loewald, 1980, p.382)